CAM Edilizia 2026: cosa cambia davvero per chi progetta e costruisce

Dal 2 febbraio 2026 entreranno in vigore i nuovi Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l’edilizia, introdotti dal Decreto del Ministero dell’Ambiente del 24 novembre 2025. Non si tratta di un semplice aggiornamento normativo: è un cambio di mentalità.

La sostenibilità non sarà più una voce da inserire a fine capitolato, ma una condizione strutturale che attraversa tutto il ciclo di vita dell’edificio — dalla progettazione digitale alla scelta dei materiali, fino alla gestione del cantiere e al fine vita.

Per imprese, progettisti e stazioni appaltanti significa una cosa molto chiara: la conformità ambientale diventa un fattore competitivo.


Dal CAM 2022 al nuovo decreto 2026: più controlli, meno margini di ambiguità

Il nuovo decreto sostituisce integralmente il DM 23 giugno 2022, introducendo criteri più stringenti e soprattutto più verificabili.

Le novità principali riguardano:

  • estensione dell’applicazione anche a opere private in convenzione o urbanizzazioni a scomputo
  • collegamento sempre più stretto con incentivi fiscali e finanziamenti agevolati
  • maggiore integrazione con il nuovo Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023)

In pratica, gli standard ambientali pubblici diventano riferimento anche per gran parte dello sviluppo immobiliare privato.


Addio autodichiarazioni: ora servono certificazioni vere

Uno dei cambiamenti più rilevanti riguarda la tracciabilità dei materiali.

Le semplici autodichiarazioni ambientali non saranno più sufficienti. Per dimostrare il contenuto di riciclato o il rispetto dei criteri ambientali serviranno certificazioni di terza parte.

Strumenti chiave:

  • EPD (Environmental Product Declaration) secondo UNI EN 15804
  • ReMade in Italy per la tracciabilità del contenuto riciclato
  • Marchio Plastica Seconda Vita (PSV) per componenti polimerici
  • Schemi conformi a UNI PdR 88

La ISO 14021, se non accompagnata da verifica accreditata, non sarà più considerata prova sufficiente.

Tradotto: il greenwashing non passerà più.


Percentuali di riciclato: soglie più precise

I CAM 2026 fissano requisiti minimi specifici per diverse categorie di materiali.

Per esempio:

  • Pavimenti e rivestimenti ceramici: minimo 5% di riciclato
  • Tubazioni in gres: 30%
  • Laterizi: 15% (10% se totalmente riciclati)
  • Acciaio da forno elettrico: fino al 75%

Non si parla solo di involucro edilizio, ma anche di impianti e finiture interne. La sostenibilità diventa trasversale.


BIM, LCA e LCC: la sostenibilità diventa digitale

Un altro passaggio cruciale riguarda la progettazione.

Il modello BIM non sarà più solo uno strumento grafico, ma un contenitore di dati ambientali. Ogni componente dovrà integrare informazioni su:

  • percentuale certificata di riciclato
  • Global Warming Potential (GWP)
  • manutenzione e disassemblaggio
  • indicatori di circolarità

Inoltre, le analisi LCA (Life Cycle Assessment) e LCC (Life Cycle Cost) diventano parte integrante del progetto. Non conta solo quanto costa un materiale oggi, ma quanto impatta e quanto costerà mantenerlo nei prossimi 30-50 anni.


Cantiere e gestione rifiuti: obiettivo 70% di recupero

Anche la fase esecutiva cambia.

Le imprese dovranno redigere un piano dettagliato per la gestione dei rifiuti, con un target minimo del 70% di recupero dei rifiuti da costruzione e demolizione.

Questo significa:

  • demolizione selettiva
  • tracciabilità dei flussi
  • scelta di materiali durevoli e facilmente recuperabili

La sostenibilità si misura anche nel modo in cui si costruisce.


Romani Group: un modello industriale già allineato al 2026

In questo scenario, Romani Group si presenta con un vantaggio competitivo concreto: molte delle pratiche richieste dai CAM 2026 sono già integrate nel proprio sistema produttivo.

Economia circolare reale

Negli stabilimenti del gruppo:

  • gli scarti crudi e cotti vengono recuperati e reinseriti nel ciclo produttivo
  • le acque di lavorazione vengono trattate e riutilizzate internamente
  • il conferimento in discarica è azzerato

È un modello di simbiosi industriale che anticipa le logiche CAM.

Certificazioni a supporto dei progettisti

Romani Group mette a disposizione:

  • EPD di prodotto per spessori 8,5–10 mm
  • dichiarazioni certificate sul contenuto di riciclato
  • documentazione di conformità CAM
  • classificazione VOC A+
  • certificazione ISO 50001 per la gestione energetica

Per il progettista significa avere dati concreti, verificabili e immediatamente integrabili nelle analisi LCA.

Investimenti energetici

Con 3,5 MWp di impianti fotovoltaici installati e linee produttive ad alta efficienza, il gruppo ha ridotto significativamente le emissioni di CO₂, migliorando le performance ambientali del prodotto finito.


Cosa cambia per professionisti e investitori

Per architetti, ingegneri e developer il 2026 segna un punto di non ritorno.

La scelta dei materiali dovrà basarsi su:

  • certificazioni verificabili
  • durabilità nel tempo
  • basse emissioni indoor
  • filiera trasparente e tracciabile

La manutenzione e la vita utile dell’edificio diventano parametri progettuali, non considerazioni secondarie.

Collaborare con aziende strutturate e certificate non sarà più solo una scelta qualitativa, ma una garanzia di conformità normativa.


Una nuova cultura del costruire

I CAM Edilizia 2026 non impongono solo nuove regole. Impongono un nuovo approccio.

Costruire non significa più solo realizzare un edificio efficiente, ma progettare un sistema responsabile lungo tutto il suo ciclo di vita.

In questo scenario, realtà industriali come Romani Group dimostrano che sostenibilità, innovazione e competitività possono convivere. E che la transizione ecologica, se affrontata in modo strategico, non è un vincolo.

È un’opportunità.

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